IRPEF 2026: la seconda aliquota scende al 33% e le altre novità del DDL Bilancio 2026

Dic 22, 2025Contabilità

La bozza del Disegno di Legge di Bilancio 2026 introduce una delle modifiche fiscali più attese della prossima manovra: la riduzione dell’aliquota IRPEF del secondo scaglione di reddito, che passa dal 35% al 33%.

L’intervento, approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri nell’ottobre 2025, si inserisce nel percorso di semplificazione e razionalizzazione del sistema tributario già avviato con le precedenti riforme.

L’obiettivo dichiarato è duplice: sostenere il potere d’acquisto del ceto medio e rendere più progressivo il prelievo sui redditi delle persone fisiche, concentrando i benefici sui contribuenti con redditi medi e medio-alti, che rappresentano la fascia economicamente più attiva del Paese.

La nuova struttura degli scaglioni IRPEF 2026

A partire dai redditi percepiti nel 2026, la struttura dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) resterà articolata su tre scaglioni, ma con un’aliquota ridotta per la fascia intermedia.

Secondo la bozza del DDL Bilancio 2026, le aliquote saranno le seguenti:

  • 23% per i redditi fino a 28.000 euro;
  • 33% per i redditi oltre 28.000 e fino a 50.000 euro;
  • 43% per i redditi superiori a 50.000 euro.

La riduzione dal 35% al 33% riguarda quindi il secondo scaglione, ossia quello che interessa la maggior parte dei contribuenti con redditi da lavoro dipendente o autonomo medio.

In termini concreti, l’intervento si traduce in un risparmio annuo fino a circa 440 euro, che si manifesta in modo pieno per i redditi compresi intorno ai 50.000 euro. Il beneficio sarà visibile direttamente in busta paga o nel conguaglio di fine anno, a partire dal 2026.

Come funziona la riduzione dell’aliquota IRPEF 2026 e chi ne beneficia

Il vantaggio economico derivante dalla riduzione dell’aliquota non è uniforme per tutti i contribuenti. Chi percepisce un reddito inferiore a 28.000 euro continuerà a rientrare nel primo scaglione al 23%, e quindi non beneficerà della misura. Il risparmio cresce progressivamente per chi supera la soglia dei 28.000 euro, raggiungendo il massimo effetto per i redditi fino a 50.000 euro.
La riduzione del 2% sull’aliquota intermedia produrrà i benefici più consistenti per la fascia di reddito compresa tra 50.000 e 200.000 euro, dove la misura esplica i suoi effetti pieni.

Per i redditi superiori a 200.000 euro, la bozza del DDL introduce un meccanismo di compensazione (cosiddetta sterilizzazione): il vantaggio fiscale derivante dalla riduzione dell’aliquota viene neutralizzato attraverso una riduzione di 440 euro su alcune detrazioni d’imposta.

Tale misura serve a evitare che la riforma generi effetti regressivi o vantaggi sproporzionati a favore dei redditi più elevati.

Restano comunque escluse dalla riduzione alcune categorie di oneri detraibili di particolare rilevanza sociale, come le spese sanitarie, le erogazioni liberali al Terzo Settore e i bonus edilizi, che manterranno integralmente la propria deducibilità.

Un confronto tra IRPEF 2025 e IRPEF 2026

Per comprendere con maggiore precisione l’impatto della riduzione della seconda aliquota IRPEF, è utile un confronto diretto tra il regime vigente nel 2025 e quello previsto dal DDL Bilancio 2026.

Esempio 1 – Reddito pari a 35.000 euro

  • 2025: fino a 28.000 euro tassati al 23% (6.440 euro) e 7.000 euro tassati al 35% (2.450 euro), per un’IRPEF lorda complessiva di 8.890 euro.
  • 2026: con la nuova aliquota del 33% applicata al secondo scaglione, l’IRPEF lorda scende a 8.750 euro.

Risparmio annuo: circa 140 euro.

Esempio 2 – Reddito pari a 50.000 euro

  • 2025: IRPEF lorda pari a 14.140 euro.
  • 2026: IRPEF lorda ridotta a 13.700 euro.

Risparmio annuo: circa 440 euro, ossia il beneficio massimo previsto dalla misura.

Esempio 3 – Reddito pari a 60.000 euro

Anche per i redditi superiori a 50.000 euro, il vantaggio resta limitato a circa 440 euro, poiché la riduzione dal 35% al 33% si applica solo alla quota di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro. Oltre tale soglia, l’aliquota marginale del 43% rimane invariata.

Gli obiettivi, motivazioni ed effetti della riforma IRPEF 2026

La riduzione della seconda aliquota IRPEF risponde a due finalità strategiche individuate dal Governo.

In primo luogo, alleggerire il carico fiscale sui redditi medi, ovvero lavoratori dipendenti, autonomi e professionisti che costituiscono la base più ampia e stabile della contribuzione fiscale nazionale. Questa fascia di contribuenti è infatti considerata prioritaria per sostenere la domanda interna e il potere d’acquisto delle famiglie.

In secondo luogo, semplificare ulteriormente la struttura dell’imposta, mantenendo un sistema a tre aliquote più lineare, coerente con il principio di progressività sancito dall’art. 53 della Costituzione.

L’obiettivo di fondo è quello di garantire una progressività effettiva, assicurando che la pressione fiscale aumenti in modo proporzionato, senza penalizzare eccessivamente chi supera determinate soglie di reddito.

Dal punto di vista pratico, la riduzione della seconda aliquota IRPEF inciderà direttamente sul calcolo delle ritenute fiscali operate dai sostituti d’imposta e sulla determinazione degli acconti 2026.

Le imprese e i professionisti potranno tenere conto delle nuove aliquote qualora optino per la metodologia previsionale nella determinazione degli acconti, anziché basarsi sui dati storici dell’anno precedente. In tal modo sarà possibile evitare versamenti eccedenti e allineare il prelievo fiscale alla reale imposta dovuta.

Per i lavoratori dipendenti e i pensionati, l’effetto della misura si tradurrà in un aumento del reddito netto disponibile, che si manifesterà gradualmente in busta paga o nel cedolino pensionistico, con conguaglio a fine anno.

Per i lavoratori autonomi e i soci di società di persone, la riduzione del 2% sulla seconda aliquota produrrà un risparmio diretto sull’imposta personale da versare in sede di dichiarazione dei redditi. Pur trattandosi di un beneficio contenuto, esso può risultare significativo se inserito all’interno di una strategia di pianificazione fiscale mirata, coordinata con deduzioni, detrazioni e scelte di inquadramento coerenti con l’attività svolta.

La clausola per i redditi elevati

La bozza del DDL Bilancio 2026 introduce una clausola di compensazione per i contribuenti con redditi superiori a 200.000 euro. In questi casi è prevista una riduzione fissa di 440 euro sulle detrazioni relative a specifici oneri, tra cui rientrano, ad esempio, i premi assicurativi, le erogazioni politiche e le spese per calamità naturali.

Restano tuttavia escluse da questa riduzione alcune categorie di detrazioni considerate di particolare interesse sociale: le spese sanitarie, le detrazioni per ristrutturazioni edilizie e interventi di risparmio energetico, il bonus mobili e le erogazioni liberali al Terzo Settore.

Tale scelta mira ad evitare che la misura di riduzione del secondo scaglione comporti un vantaggio netto per i redditi più elevati.

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Domande frequenti sulla riduzione IRPEF 2026

Quando entrerà in vigore la nuova IRPEF 2026?

La riduzione della seconda aliquota IRPEF al 33% sarà applicata ai redditi percepiti dal 1° gennaio 2026, dopo l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026 e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Chi beneficia della riduzione della seconda aliquota IRPEF 2026 dal 35% al 33%?

Il taglio della seconda aliquota IRPEF 2026 interessa i contribuenti con redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che rientrano nel secondo scaglione. Il vantaggio si estende, in forma attenuata, ai redditi fino a 200.000 euro, oltre i quali è prevista una riduzione delle detrazioni fiscali di 440 euro per compensare il beneficio.

Quanto si risparmia con la nuova IRPEF 2026?

Il risparmio massimo IRPEF 2026 è stimato in circa 440 euro l’anno, per contribuenti con redditi intorno ai 50.000 euro. Chi percepisce redditi inferiori otterrà un vantaggio proporzionalmente minore.

Le altre aliquote IRPEF 2026 cambiano?

No. La riforma IRPEF 2026 modifica solo la seconda aliquota, che scende dal 35% al 33%.
Restano invariate le aliquote del 23% per i redditi fino a 28.000 euro e del 43% per i redditi oltre 50.000 euro.

La riduzione IRPEF 2026 è definitiva?

La riduzione del secondo scaglione IRPEF al 33% è contenuta nella bozza del DDL Bilancio 2026 e diventerà effettiva solo dopo la conversione in Legge con pubblicazione ufficiale del testo.
Fino ad allora, le nuove aliquote IRPEF 2026 devono considerarsi in fase di approvazione.

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