Limiti contabilità semplificata 2026: soglie di ricavi e quando si passa all’ordinaria

Apr 13, 2026Contabilità

La contabilità semplificata rappresenta uno dei regimi contabili più diffusi tra le piccole imprese e i professionisti, in quanto consente di assolvere agli obblighi fiscali con procedure meno complesse e onerose rispetto alla contabilità ordinaria. Tuttavia, l’accesso e il mantenimento di questo regime sono subordinati al rispetto di limiti di ricavi stabiliti dalla normativa tributaria.

Per il 2026, i limiti di ricavi per la contabilità semplificata restano confermati a 500.000 euro per le prestazioni di servizi e 800.000 euro per le altre attività. Il superamento di tali soglie comporta il passaggio obbligatorio alla contabilità ordinaria a partire dall’anno successivo.

Comprendere con precisione i limiti, le modalità di calcolo, le conseguenze del superamento e i vantaggi di ciascun regime contabile è fondamentale per pianificare correttamente la gestione amministrativa e fiscale dell’impresa.

Cos’è la contabilità semplificata

La contabilità semplificata è un regime contabile agevolato riservato a determinate categorie di contribuenti, caratterizzato da obblighi amministrativi e formali ridotti rispetto alla contabilità ordinaria.

Principali caratteristiche

Le imprese in contabilità semplificata:

  • Non redigono il bilancio civilistico (stato patrimoniale e conto economico);
  • Determinano il reddito per cassa, ossia considerando i ricavi al momento dell’incasso e i costi al momento del pagamento;
  • Tengono registri contabili semplificati: registro IVA delle fatture emesse, registro IVA degli acquisti, registro dei beni ammortizzabili;
  • Non sono obbligate alla tenuta del libro giornale e del libro inventari.

Questo sistema risulta particolarmente vantaggioso per imprese di piccole dimensioni, in quanto riduce i costi di consulenza contabile e semplifica gli adempimenti amministrativi.

Chi può adottare la contabilità semplificata

La contabilità semplificata è riservata a:

Imprese individuali

Imprenditori che svolgono attività commerciali, artigianali o di servizi in forma individuale (con Partita IVA).

Società di persone

  • Società in nome collettivo (Snc);
  • Società in accomandita semplice (Sas);
  • Società semplici che esercitano attività commerciale.

Enti non commerciali

Associazioni, fondazioni e altri enti che svolgono attività commerciale in via non prevalente.

Soggetti esclusi

Non possono adottare la contabilità semplificata:

  • Società di capitali (Srl, SpA, Sapa);
  • Cooperative;
  • Enti commerciali;
  • Imprese individuali e società di persone con ricavi superiori ai limiti.

Limiti di ricavi per la contabilità semplificata 2026

I limiti per il mantenimento della contabilità semplificata sono differenziati in base alla tipologia di attività svolta.

Prestazioni di servizi: 500.000 euro

Per le imprese che svolgono prestazioni di servizi (attività professionali, consulenze, servizi tecnici, intermediazioni, ecc.), il limite di ricavi è fissato a 500.000 euro.

Rientrano in questa categoria i soggetti con codice ATECO che identifica attività di servizi, tra cui:

  • Servizi professionali e tecnici;
  • Servizi di consulenza;
  • Attività immobiliari;
  • Servizi informatici;
  • Servizi di formazione;
  • Intermediazione commerciale.

Altre attività: 800.000 euro

Per le imprese che svolgono altre attività (commercio, artigianato, manifattura, edilizia, ecc.), il limite è fissato a 800.000 euro.

Rientrano in questa categoria:

  • Commercio al dettaglio e all’ingrosso;
  • Attività manifatturiere e artigianali;
  • Costruzioni ed edilizia;
  • Trasporto merci e persone;
  • Ristorazione e alberghi.

Attività miste

Se l’impresa svolge sia prestazioni di servizi sia altre attività, il limite applicabile è quello più restrittivo (500.000 euro), salvo che i ricavi derivanti da prestazioni di servizi non superino il limite di 500.000 euro. In tal caso, il limite complessivo diventa 800.000 euro.

Cosa succede se si superano i limiti

Il superamento dei limiti di ricavi comporta il passaggio obbligatorio alla contabilità ordinaria a partire dall’anno successivo.

Anno di superamento

Nell’anno in cui si verificano ricavi superiori ai limiti, l’impresa rimane in contabilità semplificata e applica le relative regole.

Anno successivo

A partire dal 1° gennaio dell’anno successivo al superamento, l’impresa deve adottare la contabilità ordinaria. Il passaggio comporta:

  • Redazione del bilancio civilistico (stato patrimoniale e conto economico);
  • Tenuta della contabilità per competenza;
  • Obbligo di tenuta del libro giornale e del libro inventari;
  • Applicazione delle regole di deduzione fiscale previste per la contabilità ordinaria.

Rientro nei limiti

Se, negli anni successivi, i ricavi tornano al di sotto dei limiti, l’impresa può tornare alla contabilità semplificata a partire dall’anno successivo, comunicando l’opzione all’Agenzia delle Entrate.

Quando rivolgersi a un commercialista

Il passaggio alla contabilità ordinaria è un momento delicato che richiede competenze tecniche specifiche. Un commercialista può:

Verificare il superamento dei limiti

Analizzare i ricavi conseguiti e verificare se si configura l’obbligo di passaggio o se vi sono margini per rimanere in semplificata.

Valutare la convenienza del passaggio volontario

Effettuare simulazioni comparative per determinare se il passaggio anticipato comporta vantaggi fiscali o gestionali.

Gestire il bilancio di apertura

Redigere il bilancio di apertura secondo i principi contabili e garantire la corretta rappresentazione della situazione patrimoniale.

Implementare il sistema contabile

Affiancare l’impresa nella scelta del software gestionale, nella formazione del personale e nell’impostazione delle procedure amministrative.

Ottimizzare la fiscalità

Pianificare la gestione dei costi, degli ammortamenti e delle spese deducibili per ridurre il carico fiscale complessivo.

I limiti della contabilità semplificata: consulenza a Varese e Saronno

Assistiamo imprese individuali e società di persone della provincia di Varese nella gestione del passaggio da contabilità semplificata a ordinaria. Offriamo:

  • Verifica del superamento dei limiti e degli obblighi connessi;
  • Valutazione di convenienza del passaggio volontario;
  • Redazione del bilancio di apertura;
  • Implementazione del sistema contabile ordinario;
  • Pianificazione fiscale per ottimizzare deduzioni e ammortamenti.

Contattaci per una consulenza personalizzata.

Domande frequenti sui limiti della contabilità semplificata

Qual è il limite per la contabilità semplificata nel 2026?
500.000 euro per le prestazioni di servizi, 800.000 euro per le altre attività (commercio, artigianato, manifattura, edilizia).

Quando si passa obbligatoriamente alla contabilità ordinaria?
Dall’anno successivo al superamento dei limiti di ricavi. Il passaggio diventa obbligatorio anche in caso di trasformazione in società di capitali o ingresso di soci persone giuridiche.

Posso rimanere in contabilità semplificata se supero i limiti solo un anno?
No. Il superamento anche in un solo anno comporta il passaggio obbligatorio alla contabilità ordinaria dall’anno successivo. Se negli anni seguenti si rientra nei limiti, è possibile tornare alla semplificata.

Conviene passare volontariamente alla contabilità ordinaria?
Conviene se l’impresa ha molte spese deducibili (rappresentanza, alberghiere, consulenze), prevede forte crescita, necessita di accedere al credito bancario o intende trasformarsi in società di capitali.

Quanto costa passare alla contabilità ordinaria?
I costi di consulenza contabile aumentano mediamente del 50-100% rispetto alla semplificata.

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